"−60%"… ma su quale prezzo?
È il trucco più vecchio dello sconto finto, e continua a funzionare perché sfrutta un'ambiguità che nessuno ha voglia di sciogliere mentre compra: la percentuale enorme è calcolata sul prezzo consigliato, non su quanto il prodotto costava davvero fino a ieri.
Come funziona il meccanismo
- Il "prezzo consigliato" (o listino) è un numero di riferimento che, nella pratica del commercio online, chi vende ha ampio margine di scegliere. Non è il prezzo di mercato.
- Su quel numero viene applicata la percentuale. Più il listino è alto, più lo sconto sembra generoso — senza che un solo euro cambi nella realtà.
- Se guardi lo storico, spesso scopri che il prezzo praticato nelle settimane precedenti era quasi identico a quello "scontato".
Il risultato è un'operazione tecnicamente presentabile e sostanzialmente vuota: il numero in rosso è vero rispetto al listino, ma non descrive nessun risparmio rispetto a quello che avresti pagato comunque.
Come sgamarlo in dieci secondi
- Ignora il prezzo barrato. Sostituisci mentalmente la domanda: non "quanto sconto mi fanno?" ma "quanto costava davvero 30 giorni fa?".
- Cerca il prezzo praticato o il minimo storico. Sono gli unici due numeri con cui vale la pena confrontare l'offerta di oggi.
- Se lo "sconto" ti riporta al prezzo di sempre, non è uno sconto. È il prezzo normale, presentato meglio.
Il caso limite: lo sconto che esiste davvero
Attenzione a non ribaltare la diffidenza in cinismo. I cali veri esistono, e spesso sono meno appariscenti: un −18% sul prezzo realmente praticato vale molto più di un −60% sul listino. Imparare a leggere il numero giusto serve anche a questo — a riconoscere gli affari buoni quando non gridano.
Da noi la percentuale non è nemmeno il criterio principale: guardiamo lo storico e pubblichiamo solo cali di prezzo che reggono sul prezzo praticato.
✈️ Offerte già verificate, ogni giorno →Gratis. Nessun dato richiesto. Esci quando vuoi.
