La spedizione che si mangia lo sconto
Il prezzo del prodotto crolla, la percentuale è bella grossa, aggiungi al carrello — e al momento di pagare compare una spedizione da dieci euro. Quel "−50%" all'improvviso vale molto meno di quanto sembrava.
È uno dei meccanismi più diffusi: sconto vistoso sul prodotto, margine recuperato sulla consegna. Funziona perché il confronto tra offerte avviene quasi sempre sul prezzo esposto, mentre il costo di spedizione compare solo alla fine, quando ormai hai deciso.
Come sgamarlo in quindici secondi
- Guarda sempre il totale. Prezzo prodotto più spedizione: è l'unico numero che descrive quanto esce dal tuo portafoglio.
- Confronta totali, non prezzi esposti. Quando valuti due venditori dello stesso oggetto, il paragone corretto è tra i due totali consegnati a casa tua.
- Diffida del prodotto quasi regalato con spedizione sproporzionata. Un articolo a 5 € con 15 € di consegna spesso costa più di uno a 17 € con consegna gratuita.
Le variabili da controllare
- Soglie di spedizione gratuita. A volte aggiungere un articolo utile costa meno della spedizione che eviti. A volte ti spinge a comprare cose che non ti servono: dipende, ma va valutato consapevolmente.
- Tempi e vettore. Una consegna gratuita in quindici giorni non è equivalente a una a pagamento in due, se il prodotto ti serve subito.
- Costo del reso. È la voce più dimenticata. Su prodotti che potresti dover restituire — abbigliamento, calzature — il reso a carico tuo può azzerare il vantaggio dello sconto.
- Provenienza. Spedizioni da fuori Unione Europea possono comportare oneri doganali e IVA all'arrivo, che non compaiono nel totale al checkout.
La regola in una riga
Lo sconto vero si misura su quanto esce dal portafoglio alla fine, spedizione compresa. Tutto il resto è presentazione.
È lo stesso metro che usiamo prima di pubblicare: se il costo totale non regge il confronto, l'offerta non passa.
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